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Culturability, c’è il convento meridiano di Cerreto Sannita

Inviato il 11 giugno 2018 di Carlo Scatozza

Ci siamo svegliati lo scorso 24 maggio con una bella notizia: Culturability ci ha scelto…siamo tra i 15 progetti finalisti (sui 341 presentati quest’anno) e gli unici campani a rappresentare la nostra bella regione dove abbiamo scelto di realizzare un progetto di rigenerazione che possa restituire un senso positivo al nostro vivere contemporaneo e quotidiano per ricollocarlo dentro un mondo vibrante e inclusivo, ibrido e generativo, solidale e comune com’era una volta il Convento Leone XIII di Cerreto Sannita, in provincia di Benevento. (https://bit.ly/2sQdAum) “Oltre il 50% dei progetti scelti arriva dal sud e dalle isole, da queste regioni sono non solo numerose ma anche di grande valore le iniziative pervenute…” Siamo orgogliosi di essere autori di ConMe: un intervento di rigenerazione urbana e sociale che punta sulla formazione e sull’economia dal punto di vista del cambiamento e della riattivazione di comunità (come quella del nostro territorio) che hanno bisogno di linfa ed energia per ripensarsi e ritornare a crescere. Si parte (da domani saremo a Milano per iniziare la formazione: un percorso di accompagnamento per l’empowerment del team) e per noi il viaggio è seguire la corrente del Mediterraneo che ci riporta al nostro mare comune dove abbiamo trovato il Convento Meridiano, la prossima casa da abitare. Partiamo da Cerreto Sannita, dalla provincia beneventana, che ci ha visti crescere dentro tante piccole realtà, punto di partenza e di arrivo di questa nuova sfida per noi e per tutta l’area interna del Beneventano che molti ri-conosceranno attraverso questo progetto. Guido Lavorgna (echoes srl) Profondo e sostenibile, di utilità sociale e riqualificazione del territorio e degli spazi, dove l’arte e la cultura sono al centro. ha convinto perché frutto di una grande collaborazione fra enti ed associazioni di varie appartenenze e origini riuniti per dare vita ad un sogno che Culturability ha colto nel segno…siamo contenti e molto onorati di aver creduto in quel progetto e di aver portato il nostro piccolo contributo…speriamo che questo luogo diventi un faro e un modello di sviluppo integrato nelle arti e la cultura. Ismaila Niang (Ass. Mondopopoli/Napoli) ….Abbiamo bisogno di costruire le nuove ritualità del presente iperconnesso, per ritrovare il senso perduto, per creare ecosistemi relazionali ad alta qualità, e per mettere insieme queste due cose nella creazione di economie inclusive. Quale luogo migliore di un convento! Salvatore Iaconesi e Oriana Persico (HER) Crediamo fortemente che l’arte ha il potere, se vogliamo esoterico, di costruire un ponte tra il fuori e il dentro di ogni individuo. Per riprendere le parole di Furno, tutti possono fare arte ma per fortuna non tutti lo fanno. Bisogna scegliere. Scegliere di scendere nelle viscere del proprio inferno, scegliere di ab-bissarsi nel proprio tempo e nella propria solitudine per prepararsi all’ascolto, per essere pronti a cambiare a migliorarsi, a sviluppare un nuovo modo di pensare. Se siamo insieme questo lungo viaggio ha il potere di costruire creazioni performative più uniche che rare. Se siamo insieme in questo tempo possiamo essere parte di un cambiamento, personale e collettivo. Quindi buon viaggio. Claudio D’Agostino (cooperativa Immaginaria) Le nostre Terre, la nostra gente contemporanea, ha bisogno di speranza sociale , e voi rappresentate il giusto nutrimentoa questa speranza, con idee, diverse ed originali tra di loro con una visione bene precisa, così rendendo il prodotto finale frutto di tante contaminazioni. Bravi. Donato Genua (e-Direct) Grazie a tutti i partners che hanno deciso di affrontare questa impresa: una scelta umana e plurale perché racconta di un mondo forse semplice, ma ricco di sfumature e di segni diversi; un discorso che accomuna e provoca, avvicina e carica di senso un pezzo di mondo: quello del sud, del meridione, del Mediterraneo: un mare di nuovi mari e di terre ancora da scoprire. Grazie #culturability per aver letto nelle nostre parole la tensione verso il futuro che oggi vogliamo ricostruire partendo da un luogo che ha bisogno di essere ancora vivo. https://www.facebook.com/medcomune/ Il Convento Meridiano è un centro culturale ibrido di nuova generazione, uno spazio in cui succedono cose diverse ma unite: un punto di accesso alla cultura per sviluppare la partecipazione attiva della comunità #culturability5 @culturability @MedComune ConMe: Convento Meridiano nasce come risposta fisiologica al bisogno di superare l’obsolescenza e l’apatia di un’area territoriale marginalizzata attraverso il riconoscimento del valore storico, culturale, sociale e politico di un luogo che da oltre 25 anni ha perso la sua funzione vitale. L’ex convento Leone XIII è la struttura che i giovani dell’associazione Mediterraneo Comune vogliono restituire alla comunità e trasformare in un punto di accesso alla cultura per sviluppare la partecipazione attiva attraverso l’eguaglianza nelle opportunità e il riequilibrio, se possibile, delle condizioni di disparità. Il Convento Meridiano è concepito come centro culturale ibrido di nuova generazione, uno spazio in cui succedono cose diverse ma unite: un cinema, una biblioteca, spazi performativi, una galleria d’arte, una ludoteca, un co-working e un orto sociale. Se l’ibridazione dei luoghi può suscitare anche l’ibridazione dei comportamenti, allora il Convento Meridiano metterà le arti performative al centro di un processo di coinvolgimento e di rigenerazione delle comunità, non solo del territorio, per favorire e facilitare il dialogo creando ponti con altre realtà di produzione artistica e culturale europee. Nasceranno: un teatro e un cinema nella sala del parlatorio; un laboratorio di produzione audio-visiva e una sala di posa nell’ex-palestra; un laboratorio musicale nei sotterranei. Le aule dell’asilo saranno trasformate in spazi di lavoro e conoscenza per accogliere giovani artisti e artigiani della ceramica considerata un comparto significativo da valorizzare con eventi specifici collocabili negli ambienti del colonnato interno e nel cortile. La conoscenza troverà spazio in tutti i luoghi rigenerati avvicinando la domanda di utenti di ogni età e l’offerta generata dalla biodiversità dei partner coinvolti. Tutti gli orti e i giardini saranno affidati per la cura alle cooperative agricole e sociali, partner del progetto, con l’idea di recuperare colture autoctone occupando persone e famiglie fragili. Il Convento Meridiano darà spazio a bisogni, visioni e sfide che necessitano di essere socializzate e inserite dentro contesti di funzionamento e sostenibilità. La grande sfida di questo luogo che ritorna a fare cultura sarà quella di migliorare la qualità e la quantità della partecipazione, per generare una migliore distribuzione delle opportunità per chi intende prenderne parte, creando le condizioni che abilitino il più ampio coinvolgimento. Soggetti proponenti Associazione Mediterraneo Comune, Istituto Istruzione Superiore “M.Carafa-N.Giustiniani”, GAL Titerno, iCare cooperativa sociale, Scuola d’Inglese Albion, GAL Alto Tammaro Terre dei Tratturi, Civitates Srl Impresa Sociale, Gramigna Associazione di Volontariato, Cooperativa Sociale Immaginaria, Associazione Culturale L’Agorà, Associazione Mondopopoli ONLUS, Itinerari Paralleli APS, L@S APS, La Capagrossa Coworking, Cineteca Lucana, Rural Hack, Echoes srl, Human Ecosystems Relazioni srl, La Scuola Open Source srl, E-Direct srl, Seven&Systems srl.

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