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Le potenzialità delle denominazioni sannite, il contributo di Sannio Dop

Inviato il 07 agosto 2017 di Carlo Scatozza

Il Sannio Consorzio Tutela Vini porta il suo contributo alla ventiquattresima edizione di ‘Vinalia’, la manifestazione enogastronomica in programma fino al 10 agosto nel centro storico di Guardia Sanframondi. Il Consorzio sarà al fianco del Circolo Viticoltori (promotore dell’iniziativa) e del Comitato Vinalia (la struttura organizzativa) per portare la propria esperienza alla riflessione sollevata dal tema scelto per l’edizione di quest’anno, quel “Custodi d’Identità” che intende testimoniare l’autenticità di un territorio raccontato attraverso il vino, prodotto antico, soggetto alle caratteristiche minerali della terra e alla sapienza contadina. La partecipazione del Consorzio si traduce nel lavoro di curare le attività dell’Enoteca dei vini del Sannio, organizzate in collaborazione con la Camera di Commercio di Benevento e, soprattutto, nella partecipazione agli spazi di approfondimento che caratterizzeranno l’edizione 2017 di ‘Vinalia’. In particolare l’attenzione del Consorzio è rivolta al convegno in programma nella giornata di martedì 8 agosto, dal titolo ‘La Falanghina del Sannio Dop espressione di successo e di cambiamento di un territorio’. Si tratta di un incontro che giunge a seguito dell’importante prologo di ‘Vinalia’ dello scorso 21 giugno, con il rating sull’annata 2016 dei vini a Denominazione di origine Falanghina del Sannio, organizzato proprio con il Sannio Consorzio Tutela Vini. In occasione del rating, i professionisti della sezione campana di Assoenologi si sono ritrovati a Guardia Sanframondi per esprimere la valutazione qualitativa sull’ultima annata della denominazione più interessante, anche dal punto di vista economico, dello scenario enologico sannita. Il convegno vuole essere soprattutto un momento di approfondimento e di riflessione sulle potenzialità e le future opportunità che si potranno cogliere proprio grazie al grande appeal che va suscitando tra gli addetti ai lavori e i consumatori questa denominazione. Si discuterà soprattutto sulle occasioni di crescita che potrebbero innescarsi grazie ai nuovi modelli organizzativi, sempre più caratterizzati dall’impiego di sistemi e strumenti di responsabilità sociale nella gestione delle risorse umane e dei problemi ambientali e sociali. L’impegno dei rappresentanti del Consorzio – e degli organizzatori di Vinalia – nasce dalla forte consapevolezza che, nonostante diversi fattori critici, le Denominazioni di origine rivestono ancora un ruolo importante, fungendo da motore per scelte responsabili nei confronti della comunità e contribuendo a rendere più competitive le imprese nei mercati nazionali ed internazionali. Si tratta di una convinzione rafforzata dai numeri. Nel 2016, in un anno critico per il vino campano, le Denominazioni sannite hanno mostrato una buona tenuta. La Falanghina del Sannio Dop, che con i suoi 70.130,61 ettolitri di vino prodotti rappresenta l’apice della produzione campana a Denominazione di origine, ha fatto registrare l’incremento più consistente (oltre il 20%). A questo si aggiunge che è stata raggiunta la cifra di 5.304.253 bottiglie, circa un milione in più rispetto all’annata precedente (la potenzialità della denominazione parla di 9.350.748 bottiglie). La Sannio Dop, che nello scenario regionale segue a ruota con 68.736,35 ettolitri di vino prodotto, ha toccato la cifra di 5.718.000 bottiglie (contro un potenziale che parla di 9.164.847 bottiglie). A queste si aggiunge l’Aglianico del Taburno, che pur continuando ad occupare il posto più in basso tra le quattro Docg campane si è segnalata come la Denominazione con la maggiore percentuale di crescita, toccando la cifra di 3.915,33 ettolitri di vino prodotti e contando la cifra di 199.016 bottiglie (il potenziale è di 323.028 bottiglie). «Nel corso dell’incontro dell’8 agosto – dichiara il presidente del Consorzio, Libero Rillo – si rifletterà sulle innovazioni sostenibili e sull’impatto positivo che esse potrebbero innescare. I dati che emergono da ricerche recenti lasciano infatti ipotizzare che nei prossimi anni il Pil del vino italiano continuerà a crescere più velocemente di quello dell’agroalimentare. Una previsione che si tinge ancor più di rosa quando si parla di “vino sostenibile”, con la previsione di crescite dai valori doppi delle aziende sostenibili rispetto a quelle tradizionali. Tutto questo come frutto non solo della maggiore attenzione del mercato e dei consumatori su tematiche ambientali e sociali, ma soprattutto della crescita imprenditoriale che solitamente caratterizza le aziende orientate a strategie di sviluppo sostenibile. La ricerca della sostenibilità ambientale e sociale crea prima di tutto vantaggi nel grado di considerazione del prodotto, giocando un ruolo importante anche per l’incremento della reputazione del territorio di produzione. Al tempo stesso – aggiunge la guida del Consorzio – questo processo virtuoso sprona le aziende a rimodellarsi, trovando un efficientamento dei processi operativi aziendali (che si traducono anche in più efficaci campagne di comunicazione sul mercato) e una migliore gestione delle risorse (aumentando la forbice fra costi e ricavi). In questa sfida il mondo del vino sannita si fa forte dei valori immateriali e culturali che lo tipicizzano, elementi unici per creare storytelling, narrazioni che uniscano informazione e comunicazione in un mix capace di “raccontare storie” per far conoscere e vendere il prodotto “vino” anche attraverso il turismo esperienzale, stimolando il desiderio, accendendo l’immaginazione e anticipando (o prolungando) il piacere del viaggio».

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