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Confederdia denuncia smantellamento del sistema di aiuti alle associazioni di allevatori

Inviato il 26 Giugno 2017 di Carlo Scatozza

Il comunicato di Confederdia sullo stato dei contributi alle associazioni di allevatori. Nella giornata del 23 giugno 2017 le OO. SS. sono venute a conoscenza di una nota del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali trasmessa agli Assessori all’Agricoltura di tutte le Regioni. In tale nota si fa riferimento alla seduta della Conferenza Stato – Regioni in cui, senza che se ne abbia avuto notizia, è stata decretata una riduzione di oltre 2/3 delle risorse da trasferire alle Regioni sui capitoli nr. 7637 e nr. 7638 relativi ai controlli funzionali svolti dalle Associazioni degli Allevatori, A. R. A. ed A. P. A. Più precisamente, a fronte di uno stanziamento iniziale pari ad Euro 8.343.960,00 sul capitolo nr. 7637 e di Euro 14.162.135,00 sul capitolo nr. 7638, le somme messe a disposizione sono state ridotte rispettivamente ad Euro 2.671.832,78 sul capitolo nr. 7637 e ad Euro 4.534.897,91 sul capitolo nr. 7638. A fronte di tutto ciò, con DDMM nr. 17929 e nr. 17930 del 20.06.2017 il Ministero delle Politiche Agricole ha disposto il disimpegno delle somme originariamente stanziate. E’ evidente come la scelta di ridurre ulteriormente, dopo i numerosi tagli che si sono succeduti negli ultimi anni, le risorse a favore delle A. R. A. e delle A. P. A., comporti il rischio evidente di un collasso dell’intero sistema. A seguito di tutto ciò le OO. SS. FAI CISL, FLAI CGIL, UILA UIL e CONFEDERDIA metteranno in campo tutte le iniziative utili a salvaguardare il futuro occupazionale dei lavoratori del settore, chiedendo sin da subito incontri al MIPAAF, al Coordinatore della Conferenza Stato – Regioni ad alla dirigenza A. I. A. In merito alla drastica misura adottata, Andrea Mongillo, responsabile della CONFEDERDIA Campania, afferma che è un grandissimo errore smantellare il sistema ed è inaccettabile che il taglio, giustificato dagli obiettivi di Finanza Pubblica 2017, ricada sulla testa di centinaia di lavoratori che ogni giorno svolgono i controlli su tutto il territorio nazionale privando, tra l’altro, la zootecnia italiana di servizi fondamentali che assicurano la qualità e la salubrità del nostro made in Italy.

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