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Alla Certosa di Padula scoprendo i sapori del Vallo di Diano.Il Fagiolo di Casalbuono

Inviato il 23 Agosto 2015 di Carlo Scatozza

padulacertosaUn territorio da scoprire meglio, per tutti i campani e i turisti che affollano la costa cilentana è quello del Vallo di Diano, a cominciare dalla Certosa di Padula, dedicata a San Lorenzo. L’imponente chiostro è il più grande tra le certose d’Europa ed offre una straordinaria testimonianza della vita e delle opere dei monaci certosini che, dal 1306 per 5 secoli, hanno dimorato nella costruzione voluta dal conte di Marsico, Tommaso Sanseverino, signore del Vallo di Diano, in un’epoca in cui frequenti erano gli scontri tra angioino ed aragonesi per il controllo del territorio. Nei secoli, ampliamenti e ammodernamenti continui hanno aggiunto splendore e maestosità al plesso monastico, oggi uno dei più importanti beni culturali della regione e ne fanno oggi una  tappa per concerti d’autore e itinerari dedicati come quello promosso da Scabec ed Artecard ” La Campania dei Sapori”, inserito nel Grand Tour della Regione Campania per il 2015. Grazie alla Certosa si è potuta sconfiggere anche la vasta zona paludosa che ammorbava parte rilevante del Vallo di Diano nel medioevo, conferendo grande prestigio al territorio in quanto dimora di notevoli reliquie, ivi soggiornò pure Carlo V di Francia, un evento per il quale i monaci prepararono una frittata con 1000 uova, che oggi rivive in una bella rievocazione storica. Saccheggiata di gran parte dei suoi beni da Napoleone, i certosini l’ abbandonarono definitivamente dopo l’unità d’Italia quando viene dichiarata monumento nazionale e poi  sede di campi di concentramento ( toccante la lapide dei soldati cechi e slovacchi) e caserma nello spazio tra la prima e la seconda guerra mondiale. Il bel restauro degli anni ’80 la porta ora ad essere un vanto per il turismo campano. Particolarmente interessante percepire gli aspetti della vita monastica, dalle sale in cui si celebrava la  pubblica confessione alle cucine che fanno intendere quanto importante fosse, a differenza di altri ordini monastici, la cultura del cibo per questi monaci. Al bando, come ovvio, le carni rosse, ma nell’ ampia cucina tantissime erano le preparazioni con le uova, i legumi e l’abbondante pesce del vicino Golfo di Policastro. I certosini vivevano la loro penitenza ed il distacco dal mondo potendo parlare solo 4 ore al giorno, ed è un luogo del silenzio ancora oggi, con una visita da fare ascoltando solo le parole della guida. Lasciata la Certosa, attraverso il giardino del silenzio, uno degli straordinari orti e giardini che la circondano, è d’uopo una visita al borgo di Padula, dove è possibile conoscere appieno la cultura e l’identità di questo angolo di Campania di cultura lucana. Appena all’ingresso di  Sala Consilina, il centro maggiore del Vallo di Diano, facciamo sosta al nuovo ristorante pizzeria Pizza e Maccarun  della giovane chef locale Francesca Gervasio, premiata con il primo posto a Pizza Chef Emergente Sud 2014, il prestigioso premio di Lorenzo Cremona, Francesca è stata protagonista  anche della Pizzeria  Pietra Azzurra di Caselle in Pittari, con cui condivide la nuova avventura  di Sala Consilina. La Pizza Margherita, oltre alla abilità di Francesca e del suo team, racconta  tutta la straordinarietà dei grani di Caselle in Pittari da cui proviene la farina,  del laborioso lavoro di ricerca e rilancio del grano locale fatto grazie anche alle condotte slow food del fagiolodicasalbuonogolfo di Policastro e del Vallo di Diano. Ed ecco che conosciamo Giuseppe Rivello, neo fiduciario della Condotta Slow Food di Camerota e del Golfo di Policastro che ci introduce al nuovo arrivato tra i presidi slow food della zona: Il Fagiolo di Casalbuono. Un’altro eccellente progetto per tutelare territorio e produttori attraverso una delle oltre settanta varietà di fagioli della provincia di Salerno. Ci colpisce particolarmente la varietà ” panzariedd” dal colore  bianco e beige ( nella foto quello più in alto)  che ne farebbero un elemento di  alta decorazione se il suo gusto non fosse indispensabile per insaporire una fresella di Pane di Padula con olio delle colline salernitane Dop. Suggeriamo approfondimenti sul Fagiolo di Casalbuono e la possibilità di contattare le aziende produttrici al sito    www.fagiolidicasalbuono.com  dove è possibile informarsi anche sui vari ecotipi ospitati nel territorio del borgo al confine con la Basilicata. Il nuovo presidio interviene dopo il primo  del Vallo di Diano, ovvero il Presidio  della salsiccia e soppressata. Il nostro consiglio al visitatore è di abbinare la visita alla Certosa con le soste di gusto che permettono di difendere il territorio e donare il sapore di tecniche antiche di preparazione e coltivazione di fuse in tutto il territorio del Parco Nazionale degli Alburni, Cilento e Vallo di Diano.

Carlo Scatozza

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