Il Fiano di Villa Schinosa rappresenterà la Puglia nella corsa al posto d’onore accanto alla Bufala campana

La settimana dell’inedito confronto fra la Mozzarella campana e i vini bianchi autoctoni pugliesi si è conclusa registrando ottima affluenza di pubblico e addetti ai lavori e così, nella doppia selezione che si è svolta tra mercoledì scorso al Dona Flor di Bari e ieri sera alla Masseria Bàrbera di Minervino Murge (secondo un format, va detto, non solo divertente ma di interessante livello tecnico che ha letteralmente appassionato i numerosissimi intervenuti), il nome dell’etichetta, fra le tredici dei vini pugliesi da vitigno autoctono presi in considerazione, è stato individuato.

Non superfluo sottolineare quanto Il consorzio della Bufala Campana, dimostrando l’oculatezza che vorremmo vedere emulata dai consorzi caseari nostrani, e non solo caseari, promuovendo in contemporanea in numerose regioni d’Italia analoghe manifestazioni abbia portato a casa il significativo risultato di trascinare con sé alla ribalta importanti realtà vinicole a volte indebitamente sottostimate.

Il wine tasting rigorosamente effettuato alla cieca, ha premiato ieri un altro Fiano di Puglia ribadendo la precisa indicazione emersa due giorni prima in merito a quale sia il vino più adatto ad accompagnare il prelibato latticino campano.

Il panel di degustazione questa volta composto da enoappassionati e sommelier ha apprezzato in modo particolare il Fiano 2011 dell’Azienda agricola Villa Schinosa che per una davvero esigua differenza sul Fiano di Valle dell’Asso si conquista il diritto di accedere alla Finale di Napoli presso la Città del Gusto del 10 Marzo.

Dal doppio confronto tra i vini in lizza nelle due eleganti serate organizzate come al solito al netto di sbavature da Nicola Campanile, si è potuto constatare un congruo passo avanti operato dalla produzione nostrana dei vini bianchi tanto che si può a ragione dire abbiano finalmente abbandonato la consueta subalternità rispetto ai vini bianchi di altre regioni italiane acquisendo consapevolezza ed identità anche attraverso un periodo di invecchiamento che gli dona finalmente quella complessità che rende tanto amabile anche un vino bianco.

Solo dopo la nomina del vino vincitore, ognuno degli oltre cento commensali convenuti alla serata di ieri ha potuto degustare insieme ai vini partecipanti alla gara l’ottima mozzarella di Bufala campana servita sia nella sua mera semplicità che declinata in preparazioni che lo chef di Masseria Bàrbera, Nicola Maino, con abile maestria ha saputo realizzare.

Tra le sue invenzioni dopo il benvenuto della casa abbinato al Bombino dell’Azienda Primis seguito dal Bombino del’azienda Teanum è doveroso citare almeno la parmigiana fredda con bufala campana col Fiano Roycello di Tormaresca, l’egregia Tartare di bufala campana e crudo di gamberi su salsa di zucca accompagnata dal Fiano 2011 – Villa Schinosa e l’avvincente zuppa di cicerchie con senapi, peperoni cruschi e mozzarella di bufala mantecata servita insieme al Minutolo 2010 – Nicola Chiaromonte. In evidenza le performance del Fiano di Michele Biancardi e del Greco della ormai nota Colle Petrito.

Seguiremo l’attesa finale di Napoli, alla città del gusto del Gambero Rosso, dove la competizione per il primato sarà aperta a tutti i vini selezionati provenienti da ogni regione italiana.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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