“La melanzana nbugnata” ad Agrosud. A riproporla l’azienda agricola Isca delle donne

Si terrà domani sera, alle 16, presso lo stand “Isca delle Donne” presente alla fiera AgroSud, una degustazione della melanzana “NBUGNATA”.

Si tratta della riproposizione di una antica modalità di lavorazione della melanzana oggi caduta in disuso per la manualitá necessaria.
Difficile da reperire anche nei negozi che vendono prodotti di nicchia, il prodotto sarà esposto sui banchi dello stand di Isca delle Donne, azienda agricola di Palinuro, su idea del suo titolare e animatore Vincenzo Merola che da sempre punta, attraverso l’uso esclusivo dei prodotti del territorio, a far proseguire le tradizioni enogastronomiche e culinarie cadute in disuso.

“Questa modalità di lavorazione della melanzana – spiega – ha origini antichissime: praticata inizialmente nei comuni costieri cilentani, che avevano preso spunto dalla lavorazione delle alici sotto sale, si estese, successivamente, anche nelle zone interne”. Tutti i giorni della fiera è possibile degustare tale prodotto negli orari 12.00 e 16.00.

Il termine Nbugnata deriva dal tipo di lavorazione che avviene premendo energicamente con il pugno.
Si possono usare sia la specie di melanzane “Cima di Viola” che “Mirabella”.

Procedimento:

Sbucciate e tagliate a fette le melanzane per il lato lungo. Adoperate un vaso con l’apertura superiore uguale alla parte inferiore. Posizionate sul fondo del vaso un paio di strati di melanzane, spargete del sale fino, aglio a pezzetti, origano e peperoncino. Ancora un paio di strati di melanzane ed iniziate a premere con il pugno sugli strati.

Il sale farà sciogliere la parte acquosa contenuta nelle melanzane che si provvederà, di tanto in tanto, a scolare fuori dal vaso. Continuate con questa sequenza finchè il vaso sarà colmo.
Allora usando dei “timpagni” di legno (cerchi di legno rotondo della stesa circonferenza interna del vaso), e dei pesi, la massa si compatterà maggiormente e si smetterà solo quando nonostante i pesi il vaso nn riuscirà più a contenere altri strati di prodotto.

Dopo che il vaso è rimasto 24 ore sotto il peso liberate il tutto, aggiungete un bicchiere di aceto bianco e coprite con olio extra vergine di oliva.

Carlo Scatozza

redattore di Campania Slow | Contatto Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Carlo-Scatozza/1654720386

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