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La Masserie convince con un esordio da star

Inviato il 25 febbraio 2011 di Enrico Tartaglione

Gremito il ristorante Ex Libris di Palazzo Lanza a Capua, per l’evento “Vino, arte e sapori” che ha siglato

la presentazione ufficiale dell’azienda vitivinicola di Giuseppe Carosone e Michele Vigliotti.

A presentarli, la giornalista enogastronomica Monica Piscitelli.

Ospiti della serata il maestro Bruno Donzelli, celebre pittore napoletano che ha firmato le etichette dei vini La Masserie, e il cuoco delle star Marco Bottega, noto al grande pubblico in qualità di chef della trasmissione di Rai Uno “La prova del cuoco”.

Le vendemmie 2007, 2008 e 2009 dei vitigni “Casavecchia” e “Pallagrello”, imbottigliate in opere d’arte targate Donzelli. La Masserie si presenta così al pubblico, da esordiente che punta all’eccellenza fin dai primi passi. E il risultato di una scelta vincente, era tutta negli applausi che il pubblico di tecnici ed estimatori ha riservato ieri sera alle degustazioni a tavola, esaltate dal menù scelto dalla padrona di casa Mariateresa Lanza.

Sensus, Oblivium, Vulturnus, Vinalia, Tres Frigidae, sono i vini de “La Masserie”, prodotti con metodi di lavorazione antichi, con la logica di conservare le caratteristiche della piccola azienda a conduzione familiare ereditata dal giovani produttori di Bellona.

“Nel comune casertano di Bellona, ai piedi del noto Monte Rageto in località “Masseria Vecchia” (da cui è stato tratto spunto per il nome), nasce la piccola azienda vinicola – spiegano Michele Vigliotti e Giuseppe Carosone – con il preciso obiettivo di valorizzare al massimo la qualità di questi vini che da sempre i nostri nonni e, poi, i nostri genitori hanno prodotto per il fabbisogno familiare e per le piccole vendite di sfuso ai locali. La conoscenza di queste uve può dirsi radicata in noi, fondatori di quest’azienda, fin dalla nascita, poiché il “Casavecchia” e il “Pallagrello” sono da sempre stati gli unici vini che hanno accompagnato i nostri pasti, tramandati, di generazione in generazione, dalle radici contadine, da cui con orgoglio proveniamo e che si perdono nella notte dei tempi. Per cercare di distinguerci nella produzione vitivinicola abbiamo deciso di produrre e proporre ai palati di quelli che vorranno essere i nostri clienti solo le varietà di casa vecchia e pallagrello (nero e bianco), che noi conosciamo benissimo e che sono tipiche del luogo; per lo stesso motivo abbiamo deciso di produrre modeste quantità a vantaggio dell’unico obiettivo che l’azienda si è preposta ovvero la qualità”.

Le tecniche di produzione sono quelle imparate dai nonni: “La spremitura della vinaccia – spiegano i giovani produttori – dopo la prima fermentazione viene effettuata nei torchi, l‘imbottigliamento e la tappatura vengono effettuati manualmente per ogni singola bottiglia così come ogni singola bottiglia viene accatastata in piramidi all’interno di grotte sotteranee di tufo scavate a mano per l’affinamento in vetro, alla fine del quale sempre una bottiglia alla volta viene etichettata, capsulata e posta nelle confezioni pronte per la commercializzazione”.

La serata a Palazzo Lanza è stata arricchita dall’esposizione di opere del maestro Bruno Donzelli, illustrate al pubblico dal critico d’arte Enzo Battarra.

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